Programma del corso: RISPONDERE SOTTO PRESSIONE

Questa pagina presenta il programma completo di «Rispondere sotto pressione», il corso dal vivo di ComunicaForense dedicato alla gestione delle domande aggressive e alla costruzione della narrazione difensiva. Trovi qui a chi si rivolge, come si svolgono le diciotto ore di lavoro, che cosa si affronta in ciascuno dei sei moduli, il metodo che li tiene insieme e le competenze che restano ai partecipanti alla fine del percorso.

A chi si rivolge

Il corso è pensato per chi deve parlare, rispondere o far parlare altri in contesti in cui ogni parola può essere pesata, estratta o usata: avvocati penalisti, investigatori e appartenenti alle forze di polizia, magistrati, addetti stampa di studi legali e uffici comunicazione dei tribunali. Non servono prerequisiti. Serve la disponibilità a mettersi in gioco nelle esercitazioni, perché il lavoro si svolge su situazioni reali.

Come si svolge

Il corso si tiene in diretta su Zoom e dura diciotto ore, distribuite in sei moduli da tre ore ciascuno nell’arco di tre fine settimana, con un modulo il sabato e uno la domenica. I partecipanti lavorano in gruppo: iniziano insieme, procedono con lo stesso ritmo e concludono insieme, così che il confronto fra professioni diverse diventi parte dell’apprendimento. Ogni modulo alterna una parte di inquadramento a esercitazioni dal vivo su domande, dichiarazioni e sequenze tratte da contesti reali. I materiali didattici sono condivisi in un’area riservata e l’ultimo modulo, dedicato alle simulazioni, viene registrato e reso disponibile in replay. Al termine si rilascia l’attestato di partecipazione.

Modulo 1 – La geometria della domanda aggressiva (sabato 14 novembre, ore 15-18)

Il primo modulo insegna a riconoscere la domanda aggressiva prima di rispondere. Si distinguono le principali forme di aggressione verbale: la domanda accusatoria, che presuppone la colpa; la domanda retorica, che contiene già la risposta attesa; la trappola logica, che offre due alternative entrambe svantaggiose. Si lavora poi sul proprio comportamento di base in condizioni di calma e sulle deviazioni che lo stress produce nella voce, nel ritmo e nella scelta delle parole. L’esercitazione consiste nel riconoscimento dal vivo di sequenze di domande. Al termine del modulo il partecipante sa classificare la domanda che riceve e sa leggere i primi segnali della propria reazione.

Modulo 2 – Tecniche di disinnesco (domenica 15 novembre, ore 15-18)

Riconosciuta la domanda, bisogna neutralizzarla senza cedere e senza irrigidirsi. Il modulo affronta la risposta neutra, la riformulazione che riporta la domanda sul terreno dei fatti e la pausa tattica, che restituisce il controllo del tempo a chi risponde. Si discute quando conviene una risposta netta e quando invece una risposta secca espone più di quanto protegga. Una parte del lavoro è dedicata agli errori ricorrenti, primi fra tutti il contrattacco e la negazione emotiva, che trasformano una domanda scomoda in un problema più grande. Le esercitazioni si svolgono su domande realmente poste in aula e in audizione.

Modulo 3 – La narrazione difensiva (sabato 21 novembre, ore 15-18)

Il terzo modulo sposta l’attenzione dalla singola risposta alla storia complessiva. Si costruisce una narrazione coerente a partire dalle tre verifiche che rendono difendibile una lettura della comunicazione: la genesi di un’affermazione, il confronto con la baseline e la concordanza fra i canali. Si analizza il rischio più frequente, cioè la contraddizione fra ciò che si racconta e ciò che risulta dai documenti, e si impara a scegliere l’inquadramento senza creare vulnerabilità legali. Il modulo chiude sulla differenza fra la narrazione destinata all’aula e quella destinata ai media, che il quinto modulo riprende in dettaglio.

Modulo 4 – Prossemica e non verbale in aula (domenica 22 novembre, ore 15-18)

Ciò che si dice viene letto insieme a come lo si dice e a come si sta nello spazio. Il modulo lavora sulla distanza, sullo sguardo, sulla voce e sul gesto, e sulla mappa corporea dei segnali di sicurezza e di incertezza nei distretti superiori e inferiori del corpo. Il punto centrale è la compatibilità fra canale verbale e paraverbale: una frase corretta pronunciata con un tono che la smentisce perde credibilità. Si distingue infine il controllo emotivo reale da quello solo apparente, che sotto pressione tende a cedere proprio nei momenti decisivi.

Modulo 5 – La comunicazione con i media durante il procedimento (sabato 28 novembre, ore 15-18)

Il quinto modulo porta fuori dall’aula il lavoro svolto sulla narrazione difensiva. Si affronta quando accettare e quando declinare una richiesta dei giornalisti, come formulare dichiarazioni che non creino vulnerabilità nel procedimento e come evitare le frasi che, estratte dal contesto, diventano titoli e poi materiale di discussione. Si distingue la narrazione difensiva interna, rivolta all’aula e al magistrato, dal posizionamento mediatico esterno, rivolto al pubblico e alla reputazione. Si esercita la gestione delle domande poste fuori dal tribunale, anche in modo improvviso, e si considera il silenzio come scelta strategica e non come assenza di risposta.

Modulo 6 – Simulazioni e feedback (domenica 29 novembre, ore 15-18)

L’ultimo modulo mette alla prova tutto il percorso. Ogni partecipante risponde dal vivo a sequenze di domande costruite sul proprio ambito professionale, e le risposte vengono registrate. Le registrazioni sono analizzate secondo il criterio della tripla concordanza, cioè la compatibilità reciproca fra canale verbale, paraverbale e non verbale, e ciascuno riceve un feedback personalizzato sui punti di forza e sui punti da correggere. La sessione resta disponibile in replay per il lavoro individuale successivo.

Il metodo

Il corso applica il Metodo ComunicaForense. Il metodo sottrattivo spoglia la comunicazione di aggettivi, ipotesi e rumore narrativo fino a isolare ciò che è osservabile; nessuna lettura del comportamento si fonda su un solo indizio, ma sempre sulle tre verifiche di genesi, baseline e concordanza. I casi reali usati in aula sono trattati con registro garantista: l’analisi resta sul piano comunicativo ed extragiudiziario e non entra mai nel merito dei procedimenti.

Il docente

Il corso è tenuto da Felix B. Lecce, docente di comunicazione forense e di analisi comunicazionale forense presso SAPIENZA Università di Roma e consulente tecnico in procedimenti penali, con un passato importante nei ruoli operativi e investigativi nella Polizia di Stato.

In sintesi

Diciotto ore in diretta, sei moduli, tre fine settimana. Si parte dal riconoscere la domanda aggressiva, si passa a disinnescarla, si costruisce una narrazione che regga alla verifica, si lavora sul corpo e sulla voce, si porta tutto davanti ai media e lo si mette alla prova in simulazione con feedback individuale. L’obiettivo è uno solo: rispondere senza sabotarsi quando la pressione è massima.

La quota di partecipazione è di 159 euro IVA inclusa per chi si iscrive entro domenica 1 novembre 2026 (early bird) e di 189 euro IVA inclusa dal 2 novembre. Le iscrizioni restano aperte fino a lunedì 9 novembre 2026, salvo esaurimento dei 20 posti disponibili. L’iscrizione è rimborsabile fino a sabato 7 novembre 2026, scrivendo a info@comunicaforense.it; dopo quella data è possibile il trasferimento all’edizione successiva. Restano fermi i diritti che la legge riconosce al consumatore. Il corso parte con almeno 8 iscritti: se il numero non è raggiunto entro lunedì 2 novembre, ogni iscritto riceve una comunicazione e sceglie tra rimborso integrale e trasferimento all’edizione successiva. Il corso non è accreditato per la formazione continua forense.

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